Negli ultimi anni il costo dell’energia è diventato uno dei principali fattori di pressione per le imprese agricole italiane. Tra lavorazioni, refrigerazione, irrigazione e trasformazione dei prodotti, l’energia incide in modo significativo sui margini aziendali.

Per rispondere a questa esigenza, il Governo ha attivato la Facility Parco Agrisolare 2026, una misura finanziata dal PNRR che incentiva le imprese agricole all’installazione di impianti fotovoltaici sui tetti di fabbricati rurali.

Si tratta di un’opportunità concreta per trasformare stalle, capannoni e magazzini in superfici produttive di energia rinnovabile, riducendo i costi e migliorando la sostenibilità, senza consumo di nuovo suolo agricolo.

In questo articolo analizziamo come funziona il bando, chi può partecipare e quali vantaggi può offrire alle aziende del settore.

Che cos’è la Facility Parco Agrisolare e cosa finanzia

La “Facility Parco Agrisolare” è una misura finanziaria del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF), disciplinata dal Decreto ministeriale n. 681806 del 17 dicembre 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale all’inizio del 2026.

Questo intervento è pensato per favorire la transizione energetica nel settore agricolo, zootecnico e agroindustriale, incentivando l’installazione di impianti fotovoltaici in copertura su edifici produttivi, con l’obiettivo di aumentare la produzione di energia pulita dedicata all’autoconsumo (anche condiviso tra più unità).

Gli impianti oggetto di sostegno devono essere installati sui tetti degli immobili senza occupare suolo agricolo, preservando così l’integrità delle terre coltivabili.

A chi è rivolto il bando Facility Parco Agrisolare

La Facility Parco Agrisolare è pensata per coinvolgere in modo ampio l’intera filiera agricola e agroindustriale. Non si rivolge esclusivamente all’imprenditore agricolo in senso stretto, ma include anche cooperative, consorzi e imprese che operano nella trasformazione dei prodotti agricoli.

Questo significa che non solo le aziende impegnate nella produzione primaria possono accedere agli incentivi, ma anche realtà che si occupano di lavorazione, conservazione e commercializzazione dei prodotti. L’obiettivo della misura è infatti rafforzare la competitività energetica dell’intera catena del valore agroalimentare, riducendo i costi strutturali legati ai consumi elettrici.

Sono ammesse anche forme aggregate, come reti d’impresa o raggruppamenti temporanei, favorendo così progetti di maggiore dimensione o iniziative condivise tra più operatori. La gestione operativa del bando sarà affidata al GSE (Gestore dei Servizi Energetici), che curerà l’istruttoria e le verifiche di conformità tecnica e amministrativa.

Per le aziende, questo implica la necessità di predisporre progetti solidi dal punto di vista tecnico ed economico, in linea con i requisiti stabiliti dal decreto e dai successivi bandi attuativi.

Distribuzione fondi Facility Parco Agrisolare

La dotazione finanziaria complessiva della misura ammonta a 789 milioni di euro, comprensivi anche degli oneri di gestione affidati al GSE. Le risorse sono state ripartite in modo da sostenere in via prioritaria la produzione agricola primaria, ma con una quota significativa destinata anche alle imprese di trasformazione.

Questa scelta riflette una strategia precisa: incentivare la produzione di energia rinnovabile direttamente nei luoghi in cui si genera valore agricolo, ma allo stesso tempo supportare le attività di trasformazione che presentano consumi energetici elevati e continui.

Una parte delle risorse è inoltre riservata a specifiche categorie di intervento e una quota rilevante è destinata alle regioni del Mezzogiorno, in linea con gli obiettivi territoriali del PNRR. La logica è quella di favorire una crescita equilibrata e sostenibile, con particolare attenzione alle aree dove il fabbisogno di investimento è maggiore.

Per le imprese, la ripartizione delle risorse implica che sarà fondamentale verificare attentamente la propria categoria di appartenenza e il relativo plafond disponibile, così da valutare le concrete possibilità di accesso al contributo.

La misura dispone di 789 milioni di euro complessivi, sarà così suddivisa:

  • 473 milioni destinati alla produzione agricola primaria (con vincoli tecnici specifici)
  • 140 milioni per produzione agricola primaria senza vincoli
  • 150 milioni per imprese di trasformazione di prodotti agricoli
  • 10 milioni per trasformazione di prodotti agricoli in prodotti non agricoli
  • Fino a 16 milioni per oneri di gestione del soggetto attuatore (GSE)

Inoltre, almeno il 40% delle risorse (al netto degli oneri) deve essere destinato a progetti nel Mezzogiorno, comprese regioni come Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Il ruolo di Camer Gas & Power

Accedere alla Facility Parco Agrisolare non significa semplicemente installare un impianto fotovoltaico su un fabbricato rurale. Significa progettare un investimento energetico coerente con i consumi aziendali, con i requisiti tecnici del bando e con gli obiettivi di crescita dell’impresa.

Ogni azienda agricola presenta caratteristiche differenti: profili di consumo stagionali, potenze impegnate variabili, esigenze legate a refrigerazione, ventilazione o trasformazione dei prodotti. Per questo motivo, la corretta analisi preliminare è determinante per dimensionare l’impianto in modo efficiente e massimizzare l’autoconsumo.

Camer Gas & Power affianca le imprese agricole con un approccio tecnico e consulenziale, supportando:

  • l’analisi dei fabbisogni energetici reali;
  • la valutazione di fattibilità tecnico-economica;
  • l’individuazione della soluzione impiantistica più efficiente;
  • l’orientamento rispetto ai requisiti previsti dal bando.

L’obiettivo non è solo accedere all’incentivo PNRR, ma trasformare il tetto del fabbricato rurale in un asset strategico capace di generare valore nel tempo, riducendo i costi energetici e migliorando la sostenibilità aziendale.

 

La Facility Parco Agrisolare 2026 offre alle imprese agricole l’opportunità di installare impianti fotovoltaici sui tetti dei fabbricati rurali, riducendo i costi energetici e aumentando la sostenibilità, senza occupare nuovo suolo.

Con 789 milioni di euro stanziati dal PNRR, programmare correttamente il progetto e dimensionare l’impianto in base ai propri consumi è essenziale per trasformare l’incentivo in un reale vantaggio competitivo.

Informarsi per tempo e pianificare con attenzione significa sfruttare al meglio questa occasione per rendere la propria azienda più efficiente e resiliente.

 

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