La potenza impegnata è un dato importante per utilizzare correttamente gli apparecchi elettrici presenti in casa e per gestire meglio la propria fornitura. Quando si accendono contemporaneamente più elettrodomestici, può capitare che il contatore della luce si disattivi. In molti casi non si tratta di un guasto, ma del superamento della potenza disponibile prevista dal contratto.
Scegliere un livello troppo basso può causare frequenti interruzioni; sceglierne uno superiore alle reali necessità, invece, comporta un costo fisso maggiore in bolletta.
Vediamo che cos’è la potenza impegnata, qual è la differenza rispetto ai consumi e come capire se quella prevista dal proprio contratto è adeguata.
Che cos’è la potenza impegnata?
La potenza impegnata, espressa in kilowatt o kW, è il livello di potenza previsto dal contratto di fornitura elettrica e messo a disposizione del cliente.
Viene definita al momento dell’attivazione del contratto in base alle esigenze dell’abitazione, al numero di persone che la occupano e agli apparecchi elettrici utilizzati. Per la maggior parte delle abitazioni italiane, il livello più comune è pari a 3 kW.
La potenza impegnata non indica, quindi, quanta energia viene consumata durante un mese o un anno. Rappresenta piuttosto la quantità di potenza che può essere utilizzata contemporaneamente.
Potenza impegnata e potenza disponibile: qual è la differenza? I due termini vengono spesso utilizzati come sinonimi, ma indicano valori leggermente diversi:
• la potenza impegnata è quella indicata nel contratto;
• la potenza disponibile è il livello massimo che può essere prelevato prima che intervenga il limitatore del contatore.
Per le forniture fino a 30 kW, la potenza disponibile deve essere almeno il 10% superiore rispetto a quella impegnata. Con un contratto da 3 kW, per esempio, è normalmente possibile prelevare fino a 3,3 kW senza limiti di tempo.
Il contatore elettronico può tollerare per un periodo limitato anche un superamento ulteriore. La durata effettiva dipende dall’entità del sovraccarico: maggiore è il superamento, più rapidamente può avvenire il distacco.
Qual è la differenza tra kW e kWh
Per comprendere la bolletta elettrica è importante distinguere la potenza dai consumi. Il kilowatt, kW, misura la potenza richiesta in un determinato momento. Il kilowattora, kWh, misura invece l’energia consumata nel tempo.
In altre parole:
• i kW indicano quanti apparecchi è possibile utilizzare contemporaneamente;
• i kWh indicano quanta energia è stata effettivamente utilizzata.
Aumentare la potenza impegnata non significa automaticamente consumare più energia. Permette però di utilizzare contemporaneamente più apparecchi senza provocare il distacco del contatore.
Dove trovare la potenza impegnata in bolletta
La potenza impegnata è riportata nella bolletta dell’energia elettrica, tra i dati identificativi della fornitura. Nella nuova struttura della bolletta si trova generalmente nelle pagine successive al frontespizio, insieme alle informazioni tecniche dell’utenza. Nella sezione dedicata alle informazioni storiche è presente anche la potenza massima prelevata negli ultimi mesi. Questo dato è particolarmente utile perché permette di confrontare la potenza prevista dal contratto con quella effettivamente utilizzata.
Per esempio, se il contratto prevede 4,5 kW ma la potenza massima prelevata negli ultimi dodici mesi non ha mai superato 2,5 kW, potrebbe essere opportuno valutare una riduzione, mantenendo comunque un margine di sicurezza.
Quali livelli di potenza si possono scegliere?
Per le forniture fino a 30 kW, i clienti possono scegliere diversi livelli di potenza impegnata:
• incrementi di 0,5 kW da 0,5 a 6 kW;
• incrementi di 1 kW da 6 a 10 kW;
• incrementi di 5 kW per i livelli superiori, fino a 30 kW.
Sono quindi disponibili, tra gli altri, livelli da 2,5, 3, 3,5, 4, 4,5, 5 e 6 kW. Il distributore può inoltre mettere a disposizione ulteriori livelli di potenza.
Questa maggiore flessibilità consente di scegliere un valore più vicino alle reali necessità, senza essere obbligati a passare direttamente da 3 a 4,5 kW.
Quanti kW servono in casa?
Non esiste un livello adatto a tutte le abitazioni. La potenza necessaria dipende soprattutto da:
• numero di persone presenti;
• dimensioni dell’immobile;
• quantità e tipologia degli elettrodomestici;
• utilizzo contemporaneo degli apparecchi;
• presenza di piano a induzione;
• riscaldamento o climatizzazione elettrica;
• presenza di una pompa di calore;
• ricarica domestica di un’auto elettrica.
Quando possono bastare 3 kW
Una potenza impegnata da 3 kW può essere adeguata per un’abitazione di dimensioni contenute, con riscaldamento e cucina a gas e un utilizzo attento degli elettrodomestici.
In questi casi è generalmente sufficiente evitare di accendere nello stesso momento più apparecchi ad alto assorbimento.
Quando valutare 4,5 kW
Una potenza da 4 o 4,5 kW può risultare più comoda per una famiglia che utilizza frequentemente diversi elettrodomestici insieme oppure dispone di un piano a induzione.
Può rappresentare una soluzione intermedia per aumentare il comfort senza passare direttamente a 6 kW.
Quando possono servire 6 kW o più
Un livello da 6 kW può essere indicato nelle abitazioni fortemente elettrificate, per esempio in presenza di piano a induzione, pompa di calore, asciugatrice, climatizzatori e sistema di ricarica per un veicolo elettrico.
La scelta deve comunque essere effettuata analizzando i carichi effettivi e il loro utilizzo contemporaneo. In presenza di impianti complessi può essere utile anche il parere di un tecnico qualificato.
Come capire se la potenza impegnata è troppo bassa?
Il segnale più evidente è il frequente distacco del contatore quando vengono accesi più elettrodomestici contemporaneamente.
Prima di chiedere un aumento è però utile verificare:
1. quali apparecchi erano in funzione al momento del distacco;
2. la potenza massima prelevata indicata in bolletta;
3. la presenza di eventuali anomalie nell’impianto;
4. se sia possibile distribuire diversamente l’utilizzo degli elettrodomestici.
Se il contatore continua a disattivarsi anche modificando le proprie abitudini, la potenza contrattuale potrebbe non essere più sufficiente. Questa situazione è frequente quando vengono installati nuovi apparecchi, come un piano a induzione, una pompa di calore o una wallbox.
Come aumentare o diminuire la potenza impegnata
Per modificare la potenza del contatore bisogna presentare la richiesta al proprio fornitore di energia elettrica.
Il fornitore comunica la richiesta al distributore locale, che verifica la fattibilità tecnica ed esegue la variazione. Quando non sono necessari interventi sull’impianto o sulla rete, l’operazione può essere gestita da remoto.
Hai dubbi sulla potenza del tuo contatore o sulla tua offerta luce? Contatta Camer Gas & Power per conoscere le soluzioni disponibili e individuare una fornitura più adatta alle tue esigenze.



